sabato 4 dicembre 2010

Sveglia, è mattina! O forse no.

Inizio la mia giornata, in ritardo.
Per qualche subdolo mistero la sveglia non è suonata.

Per mia fortuna il mio orologio biologico, quasi perfetto, ha fato sì che io mi svegliassi ugualmente. Solo trenta minuti di ritardo. Ovviamente corriera già partita. Arrivo a scuola, dopo una colazione troppo repentina. A me piace fare colazione lentamente. Con calma. In tutta la tranquillità possibile. Sfrutto il silenzio della mattina a mio piacere. Tutti che ancora dormono, l'odore della notte, l'aria che inizia a scaldarsi grazie al camino.
Riguardo la scuola non c'è da dire niente. Risate, parlare, parlare, parlare, scrivere, e ancora parlare. L'altro giorno dal dentista a mia mamma è venuto quasi un colpo quando il dentista le ha detto che ho la lingua più corta della media e dovrò fare una frenulectomia linguale. Sempre che si chiami così. In ogni caso: la mia lingua è così corta che non riesce a spingere i denti nel modo esatto. Il mio mento potrebbe diventare ULTRAsporgente e il mio adorato apparecchio potrebbe non servire a nulla. A me piace davvero portare l'apparecchio.
Questo piccolo excursus per dire che sono una persona che parla. Troppo. Le cosa che scrivo sono le stesse cose che dico a voce. Un discorso infinito, continuo. Sconnesso.
Non so dove ero arrivata. Non ho voglia di rileggere ciò che scrivo. Nei temi questo è il mio errore più grande. Non rileggere. Posso aver scritto delle emerite cavolate, ma non lo saprò mai. Solitamente faccio errori grammaticali. Odio gli errori di grammatica ma, ahimè, ad ogni mio tema ne spuntano fuori di nuovi. LOGIURONONLOFACCIOAPPOSTA. All'intervallo sono andata da S, è riuscito a finire un sudoku datogli solo 2 ore prima che a me risulta tuttora impossibile da finire. Nel sesto quadrante c'è sempre un 7 che non deve starci. Ogni volta lo stesso errore.
Ogni persona ha un suo personale errore?

Io trovo sempre quel 7, che ormai rappresenta una sfida per me; so di aver sbagliato, devo correggermi. Magari c'è un cuoco che nel fare un dolce mette sempre qualche grammo in più di zucchero; sa di sbagliare. Ma quello è il suo errore, sa di sbagliare e continuerà a farlo nonostante tutto. E perchè no? Un pittore che non sa come ottenere l'arancione partendo dai colori primari. Un compositore che dimentica sempre il Do#. E il signore che c'era seduto di fianco a me sulla corriera, qual è il suo errore? E quello della mia insegnate di lettere? E quello della bidella del mio piano? E di mia madre? E di mio fratello? è un musicista, magari sbaglia sempre quando incontra il Lab!
La prossima persona che conoscerò, prima ancora di chiedergli il nome, chiederò "qual è il tuo errore? Io ho sempre un 7 in più quando faccia i sudoku!"
Ecco finita la lezione uno su come farsi prendere per pazzi.

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