Giornata felice. 44 esercizi di fisica riusciti. Mai successo una cosa del genere! Poi in verifica arriverà lo stesso il 4. [Pausa risposta chiamata di Skype]
Ok, ci sono, abbandono Nico, Nik, Lore, Simo, Mel, Rina e, ovviamente, Echo per la bella chiamata di gruppo di stasera.
Divertiamoci tutti insieme.
Ma dietro uno schermo, dietro una voce sentita così tante volte, cosa si cela? Conosciamo così bene una persona da capirlo? Oppure conosciamo troppo poco una persona da non sapere cosa le sta succedendo? Neanche mamma potrebbe mai immaginare che ho abbandonato il metodo dei foglietti volanti per un blog. Ovvero: quando hai un problema, scrivi. Raccogli i foglietti in una scatola segreta e poi rileggili quando sei felice. Ora scrivo in un blog. Il computer è una scatola. Segreta a suo modo, nonostante il pulsante di accensione sia facile da trovare e la password è sempre la stessa, da sempre.
Unica cosa ch non rileggo. E riesco ad aprirmi. Ho fatto progressi? Riesco a comunicare alle persone i miei problemi? No, io parlo con lo schermo. Io scrivo tra me e me. Poi schiaccio pubblica post per qualche oscuro motivo e metto il tutto alla mercè di quel 6% della popolazione mondiale che può leggere.
Vorrei dormire, davvero. Ma ho appena bevuto una tisana a anice, finocchio e liquirizia che, per quanto fosse buona, mi ostacola il sonno. Ho finito ieri il settimo libro dell'anno. E non ne ho nessuno sul comodino che in questo momento mi ispiri lettura. Anche se Guicciardini sta prendendo sempre più fascino rispetto Cervantes. Ma c'è una lista da rispettare. Guicciardini rimane dietro Cervantes, e Cervantes rimane dietro Moore.
Adoro le liste. Anzi, più che le liste dare un ordine alle cose. Vivo nel disordine ma amo l'ordine. Situazione paradossale.
Devo sapere chi sei, cosa vuoi e in che grado di importanza metterti. Devo avere tutto ben chiaro. Impazzisco altrimenti. La pignoleria come sempre è di casa.
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